COD
Normativa contrassegno: limite contanti e sovrapprezzo
Il contrassegno tocca più regole di quanto sembri, dal limite di legge al contante al divieto di far pagare di più chi lo sceglie, fino a fatture e IVA. Un errore di compliance può costare migliaia di euro in sanzioni, blocchi operativi e problemi con il fisco.
TL;DR, In Italia è vietato pagare in contanti da 5.000 € in su, quindi un contrassegno in contanti arriva al massimo a 4.999,99 €, e il tuo corriere può fissare un limite più basso nel contratto. Far pagare di più chi sceglie il contrassegno espone a una sanzione dell'Antitrust, anche se il sovrapprezzo è annunciato. Questa guida spiega limiti, informazioni al cliente, fatture e IVA, con una checklist operativa per essere in regola.
Questa guida analizza la normativa vigente, le implicazioni pratiche per chi vende online e le azioni concrete per operare in piena conformità.
Il quadro normativo: da dove nasce la regolamentazione del contrassegno
Il contrassegno, o pagamento alla consegna (COD, Cash on Delivery), è disciplinato in Italia da un insieme di norme che si intrecciano tra tutela dei consumatori, normativa antiriciclaggio e regole fiscali.
Le fonti normative principali sono:
- Decreto Legislativo 231/2007 (normativa antiriciclaggio) e successive modifiche, che all'art. 49 stabilisce i limiti all'uso del contante
- Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), che dal 1° gennaio 2023 ha portato a 5.000 € la soglia del divieto
- Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), che disciplina i diritti del consumatore nell'e-commerce, dalle informazioni da dare prima dell'acquisto (art. 49) al divieto di far pagare l'uso di un metodo di pagamento (art. 62, che rinvia all'art. 3 del D.Lgs. 11/2010)
- Normativa fiscale (DPR 633/1972 e D.Lgs. 127/2015, dal 1° gennaio 2027 il Testo unico IVA, D.Lgs. 10/2026), che regola fatture, corrispettivi e IVA delle vendite, comprese quelle in contrassegno
Per i merchant e-commerce, la sfida non è solo conoscere queste norme, ma applicarle operativamente in un contesto dove gli incassi avvengono tramite corriere, i tempi di riconciliazione sono variabili e i volumi possono essere elevati.
Magazzino in Campania, spedizioni in tutta Italia
Limiti di importo: quanto si può incassare in contrassegno
Il limite di legge: 4.999,99 € in contanti
Dal 1° gennaio 2023 in Italia è vietato trasferire denaro contante da 5.000 € in su fra soggetti diversi, persone o società (art. 49, commi 1 e 3-bis, del D.Lgs. 231/2007). Un contrassegno pagato in contanti, quindi, arriva al massimo a 4.999,99 €. Chi viola il divieto rischia una sanzione amministrativa da 1.000 € a 50.000 € (art. 63, commi 1 e 1-ter).
A questo si aggiungono le regole del corriere, scritte nel contratto, che possono essere più strette (la tabella più sotto riporta cosa dichiarano i principali). Il limite che vale per te è quello del tuo contratto.
Cosa conta come "singola transazione"
Un punto critico è la definizione di transazione. Due ordini davvero distinti restano due operazioni distinte. Se invece un ordine viene diviso in più ordini o spedizioni per restare sotto la soglia, è il frazionamento artificioso che l'art. 49 vieta in modo espresso, perché conta il valore complessivo trasferito.
Regola pratica: ogni ordine e-commerce corrisponde a una transazione. Se l'importo dell'ordine supera il limite del corriere, o arriva a 5.000 €, il contrassegno in contanti non deve essere offerto come metodo di pagamento per quell'ordine.
Tabella limiti per corriere
| Corriere | Contrassegno in contanti | Altri mezzi e note |
|---|---|---|
| BRT | entro la soglia di legge di 5.000 € | oltre, solo assegno circolare intestato a BRT; per le spedizioni in Italia nessun limite di importo |
| Poste Italiane (Poste Delivery Business) | fino a 2.999,99 € a spedizione | assegno intestato al mittente, contanti o carte entro i limiti previsti |
| GLS | importo massimo non indicato | contanti, assegno bancario, circolare o postale |
| Amazon Shipping | contrassegno non indicato fra i servizi | per gli ordini in contrassegno serve un altro corriere |
Dati letti a ottobre 2026 nelle domande frequenti di BRT, nelle schede prodotto di Poste Delivery Business (edizione settembre 2026), nella pagina del servizio contrassegno di GLS e nelle domande frequenti di Amazon Shipping. I limiti possono variare in base al contratto specifico tra merchant e corriere. Verificare sempre le condizioni contrattuali aggiornate.
Obblighi del merchant: cosa devi fare per essere in regola
1. Tracciabilità degli incassi
Ogni incasso in contrassegno deve essere tracciabile e riconciliabile. Questo significa che il merchant deve poter dimostrare, per ogni ordine COD:
- Data e importo dell'incasso
- Identità del corriere che ha effettuato la riscossione
- Riferimento all'ordine e-commerce corrispondente
- Data di accredito sul conto del merchant
La riconciliazione manuale (il classico foglio di calcolo incrociato con l'estratto conto del corriere) non è vietata, ma è soggetta a errori, e quando i volumi crescono diventa difficile da tenere in ordine. Con volumi alti conviene uno strumento che la automatizzi, almeno in parte.
2. Documentazione fiscale
Le vendite in contrassegno seguono le regole fiscali di ogni vendita online a un consumatore.
- Fatturazione: per l'Agenzia delle Entrate la vendita online di beni consegnati da un corriere è una vendita per corrispondenza (risposta n. 198 del 2019), quindi la fattura non è obbligatoria se il cliente non la chiede entro il momento dell'operazione (art. 22 del DPR 633/1972). Se la emetti, è elettronica (art. 1, comma 3, del D.Lgs. 127/2015)
- IVA: per la vendita di un bene l'IVA è dovuta quando spedisci o consegni (art. 6 del DPR 633/1972), anche se il corriere ti versa l'incasso più tardi
- Registrazione: le vendite senza fattura si annotano ogni giorno nel registro dei corrispettivi (art. 24 del DPR 633/1972), e l'incasso del corriere è un movimento di cassa da abbinare all'ordine
Un punto spesso trascurato riguarda il pacco rifiutato. Se avevi già emesso fattura e la vendita salta, la rettifichi con una nota di variazione (art. 26 del DPR 633/1972). Ma il rifiuto da solo non è un recesso. Per la Commissione europea rifiutare la consegna o non ritirare il pacco all'ufficio postale non vale come dichiarazione di recesso (orientamenti del 2021 sulla direttiva 2011/83/UE, sezione 5.3). Senti il cliente, che magari vuole una nuova consegna, e annota come si chiude l'ordine. Cosa fare con il pacco lo spiega la guida su pacchi rifiutati e in giacenza, le regole del recesso quella su resi e normativa. Ogni rifiuto genera lavoro amministrativo, un motivo in più per ridurre i rifiuti COD con un sistema di verifica pre-spedizione.
3. Informativa al consumatore
Il Codice del consumo chiede di informare il cliente, prima dell'acquisto, sul prezzo totale con le spese di spedizione e sulle modalità di pagamento e consegna (art. 49, comma 1). Per il contrassegno questo vuol dire indicare tre cose.
- Il prezzo totale, spese di spedizione comprese, che resta lo stesso anche pagando in contrassegno (art. 49, comma 1, lettera e, e art. 62 del Codice del consumo)
- Modalità di pagamento accettate alla consegna (contanti, assegno o carta, secondo il corriere)
- Limiti di importo per il contrassegno
Far pagare di più chi sceglie il contrassegno espone a una sanzione. L'art. 62 del Codice del consumo vieta di far pagare al consumatore spese per il metodo di pagamento, e per l'Antitrust il divieto vale anche per gli acquisti in contrassegno (comunicato del 14 ottobre 2016). Annunciarlo prima dell'acquisto non basta, perché la violazione sta nel sovrapprezzo stesso, come l'Autorità ha ripetuto nel 2025 sanzionando un sovrapprezzo sui pagamenti con PayPal (provvedimento PS12934). Il diritto di contrassegno del corriere resta un costo del negozio, da recuperare nel prezzo di vendita, uguale per tutti. Lo stesso vale per uno sconto riservato a chi paga in anticipo, perché dal 2018 la legge non prevede più sconti legati al metodo di pagamento (Consiglio di Stato, sentenza n. 2733 del 2026).
Antiriciclaggio: cosa vale per il negozio online
La Quarta e Quinta Direttiva Antiriciclaggio
La normativa antiriciclaggio europea (Direttive 2015/849 e 2018/843) è recepita in Italia nel D.Lgs. 231/2007 e successive modifiche. Gli obblighi più pesanti, cioè adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati e segnalazione delle operazioni sospette, valgono per i «soggetti obbligati» elencati dall'art. 3. Sono banche, Poste Italiane, istituti di pagamento, professionisti come commercialisti e notai e alcuni operatori, per esempio chi commercia oro, cose antiche o opere d'arte. Un negozio online di prodotti comuni non è nell'elenco.
Per un negozio online restano tre punti.
- Divieto di frazionamento: non è possibile suddividere un pagamento in più transazioni per restare sotto la soglia (art. 49, comma 1)
- Ordini sospetti: la segnalazione alla UIF spetta ai soggetti obbligati (art. 35). Ordini ripetuti dallo stesso cliente con importi appena sotto la soglia vanno comunque fermati, perché possono essere un frazionamento vietato
- Conservazione dei dati: il negozio deve conservare per dieci anni scritture contabili e fatture (art. 2220 del Codice civile). I dieci anni dell'antiriciclaggio (art. 31 del D.Lgs. 231/2007) riguardano i soggetti obbligati
Nella pratica il corriere incassa per tuo conto. Il divieto sul contante riguarda però il pagamento fra il tuo cliente e te, quindi il controllo spetta anche a te.
Rischi concreti per il merchant
Per un negozio i rischi concreti sono due.
- Contanti sopra la soglia: sanzione amministrativa da 1.000 € a 50.000 € (art. 63, commi 1 e 1-ter, del D.Lgs. 231/2007)
- Sovrapprezzo per il contrassegno: sanzione dell'Antitrust per violazione dell'art. 62 del Codice del consumo, come nei casi del 2016 e del 2025 citati sopra
Le sanzioni per mancata segnalazione o mancata conservazione dei dati antiriciclaggio riguardano invece i soggetti obbligati. Queste sanzioni rendono chiaro perché la compliance non è opzionale. Basta un solo ordine pagato in contanti sopra la soglia.
Implicazioni fiscali del contrassegno
IVA e momento impositivo
Con il contrassegno il cliente paga quando riceve il pacco. Per l'IVA, però, conta un altro momento. La vendita di un bene si considera fatta alla consegna o alla spedizione, e da lì l'imposta è dovuta (art. 6 del DPR 633/1972). Se prima emetti fattura o incassi il prezzo, conta quella data, per l'importo fatturato o pagato. Per questo in un ordine prepagato di solito conta il pagamento, nel contrassegno la spedizione.
L'IVA per cassa, che sposta l'imposta al momento dell'incasso per chi ha un volume d'affari fino a 2 milioni di euro, vale solo per le vendite a imprese e professionisti (art. 32-bis del D.L. 83/2012). Per le vendite ai consumatori in contrassegno l'IVA resta legata alla spedizione o alla consegna. Dal 1° gennaio 2027 queste regole passano nel Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026, art. 24, 77, 81, 87, 92 e 132), con lo stesso contenuto. Le scelte fiscali vanno fatte con il tuo commercialista, e questo articolo non è una consulenza fiscale.
Contabilità e riconciliazione
La riconciliazione degli incassi COD con il corriere è uno dei processi più critici e sottovalutati. I tempi di versamento cambiano da corriere a corriere. Ecco quelli che i corrieri dichiarano a ottobre 2026.
| Corriere | Versamento degli incassi |
|---|---|
| BRT | incasso in contanti, ogni giorno con bonifico o ogni 15 giorni con assegno di traenza; assegno intestato a te, visibile entro 7 giorni lavorativi dall'incasso |
| Poste Italiane (Poste Delivery Business) | entro 5 giorni lavorativi dalla consegna |
| GLS | non indicato nella pagina del servizio, da concordare nel contratto |
Con 200 ordini in contrassegno al mese, per esempio, devi abbinare ogni versamento del corriere agli ordini che contiene, tenendo conto di rifiuti, giacenze e incassi parziali. Senza un sistema automatizzato, gli errori sono facili.
Checklist di compliance per merchant e-commerce
Questa checklist operativa riassume gli obblighi normativi legati al contrassegno. Usala come strumento di verifica periodica.
Limiti e configurazione
- Il checkout blocca il contrassegno in contanti da 5.000 € in su e sopra la soglia del corriere
- Non esiste possibilità di frazionamento artificioso degli ordini
- Il limite COD è configurato per ciascun corriere utilizzato
- Il prezzo è lo stesso con qualunque metodo di pagamento, contrassegno compreso
Documentazione fiscale
- Le vendite sono annotate nel registro dei corrispettivi, con fattura elettronica se il cliente la chiede
- In caso di rifiuto, la fattura già emessa è rettificata con una nota di variazione
- Gli incassi del corriere sono abbinati agli ordini in contabilità
- L'IVA delle vendite in contrassegno è legata alla data di spedizione o di consegna
Antiriciclaggio
- Scritture contabili e fatture sono conservate per dieci anni
- Esiste un controllo sugli ordini ripetuti con importi appena sotto la soglia
- Non vengono accettati ordini COD con dati palesemente falsi senza verifica
Riconciliazione
- Esiste un processo di riconciliazione tra incassi corriere e ordini
- Le discrepanze vengono identificate e risolte entro 30 giorni
- I flussi finanziari COD sono separati e tracciabili nel conto economico
Informativa al consumatore
- Le condizioni del contrassegno sono visibili nelle condizioni di vendita
- Nel checkout il contrassegno non aggiunge costi al totale
- I metodi di pagamento accettati alla consegna sono specificati
Come può aiutarti Tissquad
Tissquad gestisce la logistica degli ordini in contrassegno per i marchi e-commerce, dal magazzino in Campania, nell'area di Napoli. Di norma versiamo i contrassegni ogni settimana, insieme al riepilogo degli incassi da abbinare agli ordini nella tua contabilità. Hai anche accesso al pannello del magazzino e delle spedizioni. Prima di spedire controlliamo l'indirizzo e, su richiesta, confermiamo per telefono, in italiano, gli ordini in contrassegno. Come lavoriamo lo trovi nella pagina del nostro servizio di contrassegno.
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Domande frequenti
Il contrassegno è obbligatorio per gli e-commerce italiani?
No. Nessuna legge italiana obbliga un e-commerce a offrire il pagamento in contrassegno. È una scelta commerciale del merchant. Il contante alla consegna vale l'1,6% di tutti gli acquisti online degli italiani (Netcomm, NetRetail 2026), ma nei negozi che offrono il contrassegno quasi un ordine su cinque è pagato così (dati 2022 di un fornitore italiano di software per le spedizioni). Se il tuo pubblico lo usa, toglierlo può costarti ordini.
Posso applicare un sovrapprezzo per il contrassegno?
No, il rischio di sanzione è alto. L'art. 62 del Codice del consumo vieta di far pagare al consumatore spese per l'uso di un metodo di pagamento, e l'Antitrust ha scritto che il divieto riguarda anche gli acquisti in contrassegno. Non lo rende lecito averlo indicato prima dell'acquisto, e nemmeno chiamarlo diritto di contrassegno o spesa di gestione. Il costo del corriere va nel prezzo di vendita. Questo articolo non è una consulenza legale.
Cosa succede se un ordine COD supera il limite di legge?
Se un ordine da 5.000 € in su viene pagato in contanti al corriere, si viola il divieto dell'art. 49 del D.Lgs. 231/2007, con una sanzione amministrativa da 1.000 € a 50.000 € (art. 63). Non dare per scontato che il corriere lo impedisca. Poste Delivery Business indica 2.999,99 € in contanti a spedizione, BRT invece incassa contanti fino alla soglia di legge e oltre chiede un assegno circolare. Blocca il contrassegno in contanti nel checkout.
Come devo gestire i rifiuti COD dal punto di vista fiscale?
Se hai già emesso fattura e la vendita salta, la rettifichi con una nota di variazione (art. 26 del DPR 633/1972, dal 2027 art. 92 del Testo unico IVA). Il limite di un anno vale solo se la vendita si annulla per un accordo successivo fra le parti, quindi verifica il tuo caso con il commercialista. Il rifiuto da solo non è un recesso, quindi senti il cliente prima di chiudere l'ordine. È un motivo in più per un sistema di conferma pre-spedizione che aiuti a ridurre i rifiuti.
La normativa COD è diversa per le vendite B2B?
In parte. Il limite al contante è lo stesso, perché l'art. 49 del D.Lgs. 231/2007 vale per i trasferimenti fra qualunque soggetto, imprese comprese. Le tutele del Codice del consumo, come informazioni obbligatorie e recesso, valgono invece solo per i consumatori. Il cliente impresa di solito chiede la fattura, che fra soggetti residenti o stabiliti in Italia è elettronica, e chi ha un volume d'affari fino a 2 milioni di euro può usare l'IVA per cassa.
Magazzino in Campania, spedizioni in tutta Italia
Fonti
26
- Normattiva, D.Lgs. 231/2007, art. 49, 2023
- Normattiva, D.Lgs. 231/2007, art. 63, sanzioni sul contante, 2019
- Normattiva, D.Lgs. 231/2007, art. 3, soggetti obbligati, 2026
- Normattiva, D.Lgs. 231/2007, art. 31, conservazione, 2019
- Normattiva, D.Lgs. 231/2007, art. 35, segnalazione di operazioni sospette, 2017
- Normattiva, Codice civile, art. 2220, 1994
- Normattiva, Codice del consumo, art. 49, 2026
- Normattiva, Codice del consumo, art. 62, 2014
- Normattiva, D.Lgs. 11/2010, art. 3, 2018
- AGCM, comunicato sui sovrapprezzi per i pagamenti, 2016
- AGCM, Bollettino n. 42, provvedimento PS12934, 2025
- Commissione europea, Orientamenti 2021/C 525/01 sulla direttiva sui diritti dei consumatori, 2021
- Agenzia delle Entrate, risposta n. 198 sui corrispettivi del commercio elettronico, 2019
- Normattiva, D.P.R. 633/1972, art. 6, testo in vigore a ottobre 2026
- Normattiva, D.P.R. 633/1972, art. 22, testo in vigore a ottobre 2026
- Normattiva, D.P.R. 633/1972, art. 24, testo in vigore a ottobre 2026
- Normattiva, D.P.R. 633/1972, art. 26, testo in vigore a ottobre 2026
- Normattiva, D.L. 83/2012, art. 32-bis, IVA per cassa, testo in vigore a ottobre 2026
- Normattiva, D.Lgs. 127/2015, art. 1, fatturazione elettronica, testo in vigore a ottobre 2026
- Normattiva, Testo unico IVA, D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10, si applica dal 2027, 2026
- BRT, Domande frequenti, 2026
- Poste Italiane, Poste Delivery Business, schede prodotto nazionali, 2026
- GLS Italia, CODService, il servizio contrassegno, 2026
- Amazon Shipping Italia, Domande frequenti, 2026
- Consorzio Netcomm, NetRetail 2026, 2026
- Qapla', Quali sistemi di pagamento scegliere per il proprio eCommerce, 2023